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Premio Vivaio Eternot 2026

Dettagli della notizia

La cerimonia di conferimento a Palazzo San Giorgio si è conclusa con la presentazione del progetto “Negli occhi di chi resta”

Data:

28 Aprile 2026

Tempo di lettura:

Descrizione

Durante il pomeriggio di oggi, martedì 28 aprile 2026, nella Sala Consiliare di Palazzo San Giorgio, si è tenuta la cerimonia di conferimento del Premio Vivaio Eternot in occasione delle celebrazioni della Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto.

A seguito degli interventi del Sindaco Emanuele Capra, dell’Assessore all’Ambiente Gigliola Fracchia e di Nicola Pondrano in rappresentanza di AFeVA, si è proceduto con la consegna delle piante di Davidia Involucrata che sono, parte integrante del monumento vivente e diffuso del Parco Eternot dove è stata, deposta, nel corso della mattinata, una corona in ricordo di tutte le Vittime dell'amianto. Nel corso della cerimonia sono state, inoltre, presentate cinque piantine di Davidia involucrata di tre anni, donate dal Gruppo Scout Casale Monferrato – Castorini (bambini di 6 e 7 anni), che ne hanno curato con impegno la messa a dimora e la crescita nel tempo.

Ad essere stati insigniti del premio sono stati (elencati in ordine alfabetico):

Pietro Gino Barbieri - Specialista in Medicina del lavoro

Pietro Gino Barbieri, specialista in Medicina del Lavoro e in Tossicologia, ha lavorato dal 1980 al 2015 presso il Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPSAL) dell’ASL di Brescia, di cui è stato direttore, svolgendo attività di prevenzione e di vigilanza dei rischi in svariati settori lavorativi nonché di ricerca attiva di patologie da lavoro. Su questo argomento presso la Fondazione Archivio Micheletti di Brescia e la Società Nazionale Operatori Prevenzione (SNOP) ha curato il fondo “Malattie da lavoro in provincia di Brescia: 1983-2021” contenete 114 documenti.

Dal 1987 si è anche occupato del rischio amianto e delle malattie asbesto-correlate. E’ stato responsabile del Registro Mesoteliomi Maligni della Provincia di Brescia, collaboratore del Registro Nazionale Mesoteliomi e animatore di Seminari e Convegni sul mesotelioma maligno. E’ autore di numerose pubblicazioni scientifiche peer-reviewed sull’argomento; autore e coautore di capitoli del libro “Amianto: un fantasma del passato o una storia infinita”. (NewPress Ed, 2018) e autore del libro “Morire di amianto: un dramma prevedibile, una tragedia prevenibile”. (Marco Serra Tarantola Ed, 2019).

Dal 1993 al 2024 Consulente Tecnico di Pubblici Ministeri e Perito di Giudici in numerosi processi penali su patologie da amianto. Tra questi, per 10 anni (2008-2018) Consulente della Procura di Gorizia nel maxi processo Fincantieri di Monfalcone. Consulente Tecnico delle parti offese nel processo Marina Militare 2, per AfeVA Sardegna, e nel processo Eternit bis, per AfeVA Casale M.to.

Per AfeVA di Casale Monferrato, è stato perito medico legale nel processo Eternit Bis, (392 casi); presso la Corte d’Assise Novara e Torino. "

Giovanni Luca Ceresoli - Medico Oncologo e Componente Comitato Scientifico Fondazione BUZZI UNICEM ETS

Il Dott. Giovanni Luca Ceresoli è un oncologo medico di riconosciuto profilo internazionale, con oltre trent’anni di esperienza clinica e scientifica nel campo dell’oncologia toracica e, in particolare, del mesotelioma pleurico.

Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli di responsabilità in importanti istituzioni oncologiche italiane, tra cui l’Ospedale San Raffaele di Milano e le Cliniche Humanitas Gavazzeni di Bergamo, dove ha diretto l’Unità Operativa di Oncologia e coordinato programmi dedicati ai tumori toracici.

Attualmente è impegnato nella gestione clinica dei pazienti con mesotelioma pleurico, rappresentando un punto di riferimento per questo ambito patologico complesso.

La sua attività scientifica è fortemente centrata sul mesotelioma: è stato Principal Investigator di numerosi studi clinici nazionali e internazionali (oltre 50), contribuendo in modo significativo allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche, tra cui chemioterapia, immunoterapia e approcci multimodali. È autore di oltre 160 pubblicazioni scientifiche su riviste indicizzate e ha contribuito alla definizione dello stato dell’arte nella gestione del mesotelioma attraverso lavori pubblicati su riviste di alto impatto e capitoli di libri specialistici.

Il Dott. Ceresoli ha inoltre svolto un ruolo chiave nella costruzione di reti di ricerca e collaborazione dedicate al mesotelioma: è membro del Comitato Scientifico della Fondazione Buzzi Unicem di Casale Monferrato e, dal 2025, Presidente della Fondazione MET.I (Mesothelioma Team – Italy), impegnata nella promozione della ricerca e nel miglioramento della cura dei pazienti affetti da questa malattia.

La sua esperienza si estende anche all’ambito delle linee guida cliniche: ha contribuito come revisore alle Linee Guida AIOM sul mesotelioma pleurico in più edizioni e ha partecipato attivamente a conferenze nazionali sull’amianto e le patologie correlate, consolidando il suo ruolo nella comunità scientifica e nel dibattito pubblico su una patologia fortemente legata a problematiche ambientali e occupazionali. Per l’impatto scientifico, clinico e organizzativo nella ricerca e cura del mesotelioma, il Dott. Ceresoli rappresenta una figura di eccellenza nel panorama oncologico italiano e internazionale, con un contributo concreto e continuativo alla lotta contro una delle neoplasie più complesse e rilevanti dal punto di vista sociale”.

Sara Delfanti – Dirigente Medico presso la S.S. Dipartimentale Mesotelioma, Melanomi e Sarcomi dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria

Si è laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Pavia nel dicembre 2006, dove ha successivamente completato il percorso di specializzazione in Oncologia Medica nel 2012. La sua formazione si è sviluppata fin da subito in contesti clinici e di ricerca, grazie al tirocinio presso l’IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, struttura nella quale ha poi ricoperto il ruolo di Dirigente Medico in Oncologia dal 2012 al 2020.

Dal 2020 opera ad Alessandria, dove si dedica in particolare alla gestione clinica di patologie oncologiche complesse come mesoteliomi, melanomi e sarcomi, contribuendo attivamente allo sviluppo di percorsi terapeutici innovativi e personalizzati. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella conduzione di studi clinici, svolti nel rispetto delle linee guida internazionali ICH-GCP e delle normative FDA. I suoi principali interessi clinico-scientifici sono rivolti ai tumori rari con focus sul mesotelioma. È membro di importanti società scientifiche, tra cui l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), Women for Oncology, l’Italian Sarcoma Group (ISG) e l’Associazione Italiana Donne Medico (AIDM), la Fondazione MET.I per la ricerca e la cura del mesotelioma. L’attività della Dott.ssa Delfanti è focalizzata all’ottimizzazione e personalizzazione dei percorsi diagnostici-terapeutici a beneficio dei pazienti. Si distingue per un approccio basato sull’ascolto, la disponibilità e la presenza costante. Considera fondamentale costruire un’alleanza terapeutica fondata sulla fiducia, accompagnando ogni persona nel percorso di cura con attenzione, chiarezza comunicativa e sensibilità umana, elementi essenziali in questo ambito. Svolge inoltre un ruolo di riferimento per il territorio di Casale Monferrato, dove è costantemente presente per la presa in carico dei pazienti affetti da mesotelioma. In tale contesto si occupa della gestione globale del paziente, garantendo non solo l’inquadramento diagnostico-terapeutico, ma anche il supporto psicologico e l’assistenza medico-legale, con particolare attenzione agli aspetti legati al riconoscimento dei diritti e agli iter per l’indennizzo. Questo impegno rappresenta un contributo concreto e continuativo a favore di una comunità profondamente segnata dalla malattia, offrendo cura, competenza e vicinanza”.

Vicky Franzinetti - Traduttrice ed interprete simultanea

"Traduttrice e interprete simultanea di altissimo livello. Nata a Cardiff, in Galles, da moltissimi anni vive e lavora a Torino. È stata una figura centrale del movimento femminista torinese, si è occupata di diritti delle donne, di consultori e di salute delle lavoratrici.

Grazie alle sue competenze linguistiche, spesso ha svolto attività professionale per i tribunali, esperta in testimonianze internazionali complesse.

Così è accaduto per il caso Eternit, dove ha avuto e continua ad avere un ruolo cruciale.

La sua attività non si è limitata agli incarichi professionali; Vicky Franzinetti è diventata il ponte tra le famiglie delle vittime di Casale Monferrato e gli esperti e ricercatori mondiali, le associazioni e i media stranieri. Traduce gratuitamente articoli e libri per far conoscere al mondo la tragedia dell’amianto, trasformando un compito tecnico in una missione di giustizia sociale e coniugando rigore professionale estremo con forte carica emotiva.

Il suo ruolo - intelligente, competente quanto generoso - è stato ed è fondamentale per amplificare in tutto il mondo la voce di quella che è stata definita la «multinazionale delle vittime dell’amianto» contrapposta alla «multinazionale dei produttori di amianto» ancora attiva in diversi luoghi del pianeta. Grazie alla perfetta padronanza delle lingue inglese e italiana, Vicky Franzinetti ha permesso agli attivisti di Casale Monferrato di connettersi e stringere alleanze con le associazioni delle vittime in Belgio, Francia, Inghilterra, Brasile, Stati Uniti, Canada e non solo. Ha gestito migliaia di pagine di perizie mediche e scientifiche sull’amianto e sul mesotelioma, rendendo comprensibili concetti complessi che sono stati fondamentali per le sentenze. Il suo impegno è stato imprescindibile per la diffusione e la sensibilizzazione della causa in ogni angolo del pianeta. L’associazione americana no profit «Adao» (Asbestos Disease Awareness Organization), fondata nel 2004 da Linda Reinstein, vedova dell’amianto statunitense, le ha conferito nel 2022 il premio «The Tribute of Hope Award», perché Vicky ha dimostrato che la verità può viaggiare, forte e chiara, oltre i confini nazionali. Di lei è stato scritto: «Vicky non traduce solo parole; traduce il dolore e la richiesta di giustizia di intere comunità»".

Giuseppe Matullo - Professore Ordinario Genetica Medica, Università degli Studi di Torino

"Il Prof. Matullo, Professore Ordinario di Genetica Medica presso l’Università degli Studi di Torino e responsabile dell’Unità “Genomic Variation, Complex Diseases and Population Medicine”, rappresenta una figura di riferimento nel panorama internazionale della genetica delle malattie complesse. La sua attività scientifica si distingue per rigore metodologico, visione innovativa e forte orientamento traslazionale. Nel campo del mesotelioma pleurico il Prof. Matullo ha fornito contributi di rilievo. I suoi studi hanno aperto nuove prospettive nella comprensione dei meccanismi molecolari e, soprattutto, nello sviluppo di strumenti per l’identificazione precoce della malattia nelle popolazioni esposte ad amianto. Attraverso approcci multi-omici integrati, ha dimostrato il valore predittivo di biomarcatori epigenetici e proteomici in campioni pre-diagnostici, contribuendo in modo concreto al miglioramento delle strategie di sorveglianza e prevenzione. I suoi lavori hanno evidenziato elevate performance predittive, ponendo le basi per future applicazioni cliniche. Il valore della sua attività scientifica è ulteriormente attestato dall’assegnazione di finanziamenti competitivi di alto profilo, tra cui due progetti AIRC specificamente dedicati alla ricerca sul mesotelioma, a conferma della qualità, originalità e rilevanza del suo contributo in questo ambito. Parallelamente, ha sviluppato modelli avanzati di stratificazione del rischio basati sull’integrazione di dati genetici ed epigenetici, contribuendo in maniera significativa all’evoluzione della medicina predittiva e personalizzata nel mesotelioma pleurico. Il suo impegno è ulteriormente testimoniato dal suo ruolo di coordinatore del Gruppo di Lavoro sul mesotelioma a livello europeo nel progetto EPIC e dalla partecipazione a consorzi internazionali, tra cui l’International Mesothelioma Interest Group (IMIG) e il Centro Interdipartimentale “G. Scansetti” per lo studio dell’amianto. Accanto all’eccellenza scientifica, il Prof. Matullo si distingue per le sue qualità umane e professionali: integrità, disponibilità, spirito collaborativo e grande capacità di leadership. È un punto di riferimento per colleghi e giovani ricercatori, che guida con equilibrio, rigore e attenzione alla crescita scientifica e personale. La sua capacità di creare reti collaborative e di valorizzare il lavoro di gruppo rappresenta un elemento distintivo del suo percorso. Il suo contributo, caratterizzato da elevato rigore scientifico e concreta rilevanza traslazionale, ha significativamente avanzato le conoscenze nell’identificazione di nuovi marcatori diagnostici e prognostici, contribuendo al contempo a chiarire i meccanismi molecolari alla base della resistenza ai trattamenti e a individuare nuovi potenziali target terapeutici".

Elia Ranzato - Docente presso l’Università del Piemonte Orientale

"La sua figura rappresenta l'eccellenza della ricerca scientifica che nasce e si sviluppa nel cuore del territorio più colpito dalla tragedia dell'amianto, trasformando la conoscenza in uno strumento di resilienza e speranza per il futuro.

Il lavoro del Prof. Ranzato presso l’Università del Piemonte Orientale ad Alessandria si caratterizza per un costante impegno nello studio dei meccanismi molecolari e cellulari alla base delle patologie asbesto-correlate. La sua attività si concentra sulla comprensione profonda di come l'organismo interagisce con le fibre di amianto. Attraverso modelli in vitro, il Prof. Ranzato indaga le risposte biologiche allo stress indotto dalle fibre, analizzando come la comunicazione tra cellule e i segnali infiammatori contribuiscano alla progressione della malattia.

La sua ricerca esplora anche la possibilità di modulare la risposta ai trattamenti esistenti attraverso lo studio di sostanze coadiuvanti. Si tratta di un lavoro di base volto a comprendere se e come determinati composti possano influenzare la biologia del mesotelioma, agendo con estremo rigore metodologico.

Oltre all'attività di laboratorio, il prof. Elia Ranzato svolge un ruolo fondamentale come mentore per le nuove generazioni di biologi, guidando tesi di laurea dedicate specificamente alla fisiopatologia del mesotelioma e alla sensibilizzazione sulla realtà di Casale Monferrato.

La sua dedizione non è solo accademica, ma rappresenta un ponte vitale tra la ricerca scientifica e la comunità, mantenendo viva la memoria storica della lotta all'amianto attraverso il rigore della scienza”.

Ugo Roffi e Ludovica Schiarolli - autori del Docufilm “Amianto. Genova: storia di una lotta operaia”
“Nel 2006 a Genova i pensionati per l’esposizione all’amianto vennero accusati di truffa; furono bloccati i vitalizi e fu chiesto di rimborsare. Dodici anni dopo è stata ristabilita la verità. È accaduto a Genova dove nel 2004 è stata aperta un’indagine a carico di un gruppo di ex operai Ilva e Ansaldo accusati di truffa ai danni dell’Inps: avrebbero dichiarato di avere lavorato a contatto con l’amianto per ottenere i benefici pensionistici consistenti nell’andare in pensione anticipatamente. Il docufilm “Amianto. Genova: storia di una lotta operaia” racconta la battaglia sindacale, durata 12 anni, che ha coinvolto la classe operaia genovese per vedersi restituire i propri diritti. Oltre 1400 lavoratori, alcuni malati o deceduti, colpiti dall’esposizione all’amianto sono stati indagati come truffatori dimenticando i danni inoppugnabili provocati dall’asbesto. Tra il 1994 e il 2020 l’Inail ha registrato in Liguria oltre 3.600 decessi provocati dall’esposizione all’amianto, di cui oltre la metà a Genova. Una lotta vincente, per molti aspetti unica, perché mentre nel resto d’Italia venivano riconosciuti i diritti degli esposti, a Genova lavoratori e lavoratrici venivano messi sotto inchiesta. Grazie alla Cgil, Fiom e SPI le pensioni vennero ripristinate, ma di amianto si continua a morire. Il documentario vuole raccontare quella lotta e restituire dignità e giustizia ai malati, alle vittime, ai loro familiari, alla classe lavoratrice offesa da accuse infondate e infamanti. La storia raccontata da Roffi e Schiaroli richiama dolorosamente alla memoria le lontane e le più recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto la comunità casalese in anni di procedimenti giudiziari per veder riconosciuti i diritti delle vittime dell’inquinamento da amianto. La vicenda fa emergere una storia con implicazioni umane e sociali: 1400 lavoratori accusati ingiustamente di aver frodato lo Stato.
Selezionato al Flight Film Festival di Genova e al Clorofilla Film Festival, il film ha ricevuto il Premio del Gruppo Cronisti Liguri 2025”.

Luca Vitone – Artista

A partire dal progetto Per l’eternità, sviluppato dal 2013, Vitone ha portato il caso Eternit di Casale Monferrato all’interno di contesti istituzionali e culturali di rilievo nazionale e internazionale, contribuendo ad ampliare significativamente il pubblico raggiunto dal tema. Il suo lavoro ha reso accessibile una vicenda complessa e spesso invisibile, traducendola in un’esperienza diretta e coinvolgente per spettatori provenienti anche da ambiti lontani da quelli scientifici o attivisti.

Attraverso installazioni, opere olfattive e materiali audiovisivi, Vitone ha saputo trasformare la memoria del disastro in un dispositivo di consapevolezza, capace di attivare attenzione e riflessione nel pubblico dell’arte. In questo modo, ha contribuito a costruire un ponte concreto tra la cultura dell’amianto e nuovi contesti di ricezione, favorendo una più ampia circolazione del tema.

Il suo lavoro si distingue inoltre per il rapporto diretto con il territorio di Casale Monferrato, sviluppato attraverso attività di ricerca, ascolto e confronto con la comunità locale. Questo approccio ha permesso di radicare la sua pratica artistica in una dimensione reale e condivisa, rafforzando il valore testimoniale e civile del progetto”.

In seguito alla cerimonia di premiazione, è stata presentata la docuserie in quattro puntate ‘Negli occhi di chi resta’, progetto dedicato alla memoria della tragedia dell’amianto a Casale Monferrato e alle sue profonde conseguenze umane e sociali. L’opera si propone di restituire una narrazione corale dell’esperienza Eternit, attraverso testimonianze dirette e uno sguardo rivolto anche alle nuove generazioni, chiamate a raccoglierne l’eredità civile. Nel corso dell’incontro è stato proiettato il trailer ufficiale, disponibile sui canali social @negliocchidichiresta e sul sito de La Stampa. Il progetto, realizzato con la regia di Lucio Laugelli, è stato illustrato da Enzo Governale, direttore di produzione, Alessandro Venticinque, autore e giornalista de La Voce Alessandrina, Giulia Di Leo, autrice e giornalista de La Stampa.

Casale Monferrato, 28 aprile 2026

Ultimo aggiornamento: 28/04/2026, 18:18

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